PERICOLI A PESCA

Pericoli a cui dobbiamo stare attenti quando si va a pesca

Attenti alle linee elettriche

In molte zone i fiumi scorrono vicino o sotto linee dell’alta tensione, spesso invisibili o trascurate da chi è concentrato sulla pesca. Le canne in carbonio sono altamente conduttive, e non serve toccare un cavo per restare folgorati: è sufficiente avvicinarsi troppo per generare un arco voltaico.

CONSIGLI

  • Evita canne più lunghe di 4 metri, soprattutto in zone aperte o vicine a linee elettriche.
  • Controlla sempre sopra di te prima di lanciare.
  • Mantieni una distanza minima di 6-8 metri dai cavi.
  • Se hai dubbi, cambia spot. Meglio perdere un’ora che rischiare la vita.

Attenti ai fulmini

Un altro pericolo sottovalutato, anche in giornate serene sono i fulmini possono colpire improvvisamente, soprattutto in ambienti umidi e aperti come i letti dei fiumi.

Non è sufficiente evitare di usare canne da pesca in carbonio, anche canne in vetroresina o alluminio possono attrarre le scariche elettriche.

La combinazione di terreno bagnato, umidità e attrezzatura verticale aumenta notevolmente il rischio.

CONSIGLI

  • Se vedi lampi, senti tuoni o noti cambiamenti d’aria, abbassa subito la canna, smetti di pescare e allontanati immediatamente dall’acqua.
  • Non tenere in mano la canna da pesca sotto la pioggia.
  • Non ripararti sotto alberi isolati e non aspettare di fare l’ultimo lancio: il tempo perso può diventare prezioso.

Attenti a non cascare su greti scivolosi o instabili o scivolare dentro in acqua

Il letto del fiume è spesso composto da sassi viscidi, coperti di alghe verdi, fango o rocce instabili. Basta poco per perdere l’equilibrio: una scivolata può causare distorsioni, fratture o una caduta improvvisa in acqua.

In alcuni fiumi o laghi, anche il fondo ghiaioso o fangoso vicino a riva può essere estremamente instabile. È facile scivolare e cascare in qualche buca profonda, soprattutto se c’è anche una corrente d’acqua. O, in caso di riva fangosa, sprofondare fino alle ginocchia o scivolare dentro l’acqua.

Molti fiumi, anche quelli che sembrano calmi in superficie, nascondono correnti subacquee molto potenti. Un solo passo falso può bastare per perdere l’equilibrio o essere trascinati via dalla forza dell’acqua.

Stai molto attento non solo quando il fondo non è visibile, ma anche quando l’acqua è limpida e il fondo sembra sicuro: non sottovalutare mai la spinta della corrente.

CONSIGLI

  • Indossa scarponi con buona aderenza o da wading con suole in feltro o chiodate, e muoviti sempre mantenendo tre punti d’appoggio (due piedi + bastone).
  • Muoviti con cautela senza distrarti e non avventurarti dove c’è una forte corrente d’acqua e saggia bene il terreno o i sassi dove posi i piedi.
  • Porta sempre con te un bastone da guado per sondare la profondità e la stabilità del terreno.
  • Evita di andare in acqua se non necessario o se si ha il dubbio che sia poco sicuro.

Attenti alle variazioni improvvise del livello dell’acqua

Il rilascio d’acqua da dighe o bacini a monte, ma anche forti piogge in zone lontane, possono provocare piene improvvise, soprattutto nei tratti stretti del fiume o nei canyon, dove l’acqua si incanala velocemente e non lascia via di scampo.

In molte zone le centraline idroelettriche emettano un segnale acustico prima del rilascio dell’acqua. È fondamentale riconoscere questi suoni ed agire di conseguenza.

CONSIGLI

  • Evita di andare a pescare in zone a rischio piene durante forti piogge o temporali.
  • Anche con cielo sereno bisogna mantenere alta l’attenzione: manovre tecniche o interventi possono avvenire senza preavviso visibile. E se avverti aria pesante o rumori di temporale anche lontani, alza il livello di allerta.
  • Se senti dei segnali acustici in prossimità di una centralina idroelettrica esci subito dall’acqua senza esitazioni. Non aspettare di “finire la battuta” o di “fare l’ultimo lancio”.

Attenti durante le battute di pesca in notturna

Se si pesca di notte alcuni pericoli sono accentuati. La visibilità ridotta, che molte volte non ci permettono di vedere bene eventuali ostacoli o pericoli, aumenta il rischio di cadute.

CONSIGLI

  • Porta sempre una torcia frontale e una luce di riserva, segnalati con luci visibili da lontano, tieni la postazione di pesca in ordine senza troppi ingombri e non stare mai troppo vicino alla riva.

Attenti durante le battute di pesca dalla barca

Pescare in barca su un lago o al mare comporta una serie di rischi da non sottovalutare.
Anche su laghi piccoli, il vento può alzarsi all’improvviso, creando onde che mettono in difficoltà soprattutto imbarcazioni leggere o con motore elettrico.
Il rischio di cadere in acqua, sbilanciarsi mentre si recupera una preda o scivolare è sempre presente, soprattutto se ci si muove senza attenzione o si usano scarpe poco adatte.

CONSIGLI

  • Indossa sempre il giubbotto salvagente e tutte le dotazioni di sicurezza obbligatorie per legge.
  • Verifica le condizioni meteo prima di uscire e osserva l’evoluzione del cielo durante la giornata.
  • Non sovraccaricare la barca e tieni sempre disposti in modo ordinato canne, borsoni e attrezzature.
  • Se peschi da solo, avvisa sempre qualcuno e porta con te un cellulare carico, in una custodia impermeabile.

Attenti agli animali e insetti durante le battute di pesca

Le sponde di fiumi e laghi ospitano molte forme di vita: serpenti o vipere, insetti pungenti come zanzare e pappataci, ma anche calabroni, vespe e zecche. Anche se non letali, possono essere causa di seri problemi.
I loro morsi o becconi possono essere molto dolorosi e possono creare reazioni allergiche o portare ad infezioni o malattie pericolose.

CONSIGLI

  • Indossa abbigliamenti lunghi, chiari, e ben chiusi.
  • Non infilare le mani in cavità di rocce e tronchi che possono nascondere nidi di vespe e calabroni o vipere.
  • Usa repellenti per insetti e controlla sempre abiti, attrezzatura e zaini e al ritorno della battuta di pesca le superfici del tuo corpo (in particolare per verificare l’eventuale presenza di zecche infilatesi sotto gli abiti e nascostesi nelle parti intime).
  • Evita zone con troppa vegetazione incolta.
  • Porta un kit di primo soccorso, con pinzette, disinfettante e pomata antistaminica.
  • In caso di morsi o becconi disinfettare le ferite e nel caso di reazioni allergiche, morsi di vipera o di zecca rivolgersi ad un medico.

Attenti ai morsi e alle punture dei pesci catturati

Nelle nostre acque, i pescatori devono prestare attenzione a diverse specie dotate di sistemi di difesa passiva (aculei velenosi) o attiva (dentatura potente).
Tra i pesci con aculei velenosi troviamo in mare:
Tracina (o pesce Ragno): vive nei fondali sabbiosi e possiede delle spine velenose sulla pinna dorsale e sugli opercoli branchiali.
Scorfano: vive su fondali rocciosi. Le sue spine dorsali e anali sono collegate a delle ghiandole velenifere.
Razza e trigone: presentano un aculeo seghettato sulla coda che può causare ferite profonde e avvelenamento.

CONSIGLI

Il dolore generato da queste punture in genere è violentissimo, a volte associato a gonfiore e a conseguenze importanti come abbassamenti di pressione, febbre e vomito.

  • Non perdere la calma e tranquillizzare l’infortunato.
  • Lavare la ferita, anche con acqua di mare ed eliminare eventuali frammenti di aculei e disinfettarla.
  • Se possibile immergere l’arto punto in acqua molto calda di circa 45 gradi per almeno 30’ perché il calore contribuisce a inattivare le tossine e a lenire il dolore.
  • Far vedere l’infortunato da un medico.

Attenti a ferirsi con un amo

Una delle ferite più comuni che si riportano a pesca è quella che ci si procura con l’amo da pesca. L’amo con ardiglione è costruito e progettato per entrare nei tessiti molli e rimanerci agganciato, per cui se inavvertitamente capita di auto allamarsi occorre seguire delle semplici ma dolorose operazioni.

CONSIGLI

  • Usare possibilmente ami senza ardiglione molto più semplici da estrarre.
  • Togliere il filo dall’amo per essere liberi nei movimenti e poi versare disinfettante per ridurre la carica batterica presente sull’amo.
  • Non provare ad estrarre l’amo verso la parte posteriore poiché si lacererebbero i tessuti con l’ardiglione.
  • Fare uscire tutta la parte della punta e dell’ardiglione all’esterno della ferita (come se fosse un percing) e poi con una tronchesina tagliare la parte iniziale dell’amo sino a dopo l’ardiglione per poter sfilare agevolmente quello che resta dell’amo Cospargere subito la ferita con il disinfettante.
  • Se necessario rivolgersi a un sanitario per le cure del caso.

Attenti alla stanchezza, disidratazione e agli sbalzi termici

In estate, il sole e la fatica possono causare colpi di calore o disidratazione.
Ma anche in inverno l’acqua nei waders, le mani bagnate o il vento possono portare a ipotermia o shock termico se non si è adeguatamente vestiti.

CONSIGLI

  • In estate: bere spesso, fare pause all’ombra, indossare cappello, occhiali da sole e usare crema solare.
  • In inverno: indossare abiti tecnici a strati, guanti impermeabili e portare sempre una maglia asciutta di riserva.

Attenti a non restare isolati o non raggiungibili senza segnale telefonico

Molti spot fluviali si trovano in zone remote, spesso senza copertura telefonica.
In caso di infortunio o emergenza, chiedere aiuto può essere impossibile.

CONSIGLI

  • Avvisa sempre qualcuno prima di partire, indicando zona e orario previsto di ritorno.
  • Porta un fischietto d’emergenza.
  • Tieni il cellulare carico e protetto. Se possibile, usa un GPS da escursionismo.
  • Conoscere il posto dove si va a pescare.
  • Non pescare mai da soli.

Conclusione

La pesca è meravigliosa, autentica, libera. Ma richiede consapevolezza, attenzione e rispetto.
Nessuna cattura vale la tua sicurezza.

Indossa abbigliamento idoneo e tecnico alle condizioni.
Impara a conoscere bene il posto in cui stai pescando.
Affidati all’esperienza, ma non abbassare mai la guardia.

E soprattutto: resta sempre concentrato, anche nei momenti più tranquilli.
È proprio lì che si rischia di sottovalutare i segnali dei pericoli.

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