CATCH & RELEASE
Come rilasciare correttamente un pesce dopo la cattura
Ridurre il più possibile la durata del recupero del pesce
Il momento della cattura è molto stressante per il pesce. Durante lo sforzo di resistere alla cattura i suoi muscoli producono acido lattico che è un composto tossico per le cellule e che può essere causa della sua morte anche dopo ore dal suo rilascio anche se sembra stia bene.

Utilizzare ami senza ardiglione e guadini con maglie di gomma
Per evitare le lesioni e facilitare la slamatura. Si evita di rimuovere dal corpo del pesce il suo naturale muco protettivo e si evita che il pesce possa danneggiarsi incastrandosi in maglie troppo larghe.

Amo senza Ardiglione

Guadino con maglie di gomma
Evitare il contatto diretto con il pesce
Se proprio bisogna toccarlo, bagnarsi prima le mani per non rimuovere il muco protettivo evitando di usare stracci. La nostra temperatura corporea è di gran lunga superiore a quella dei pesci ed il nostro sudore particolarmente acido: questo potrebbe indurre la formazione di infezioni, favorendo il contagio di batteri che possono portare poi il pesce alla morte.

Maneggiare il pesce delicatamente
Nel caso si debba prendere il pesce in mano maneggiarlo delicatamente e non stringerlo come in una morsa, usare entrambe le mani per sostenerlo e non soltanto dalla mandibola, poiché la sua struttura collassa sotto il proprio peso fuori dall’acqua.
Coprire con una mano gli occhi del pesce per calmarlo.

Evitare di spiaggiare il pesce
Quando si cattura un pesce non trascinarlo su sassi o ghiaia per evitare, nel contatto con il terreno, di rimuovere dal corpo il suo naturale muco protettivo. L’ideale sarebbe di slamarlo direttamente in acqua.

CONSIGLIATO
pesce nel guadino in acqua

DA EVITARE
pesce trascinato sui sassi
Limitare il tempo in cui il pesce è esposto all’aria (meno di un minuto)
Nel caso fosse necessario, tenere il pesce fuori dall’acqua il minor tempo possibile.
Se vuoi rilasciarlo riservandogli le massime possibilità di sopravvivenza, non sollevarlo mai dall’acqua o per lo meno riduci il più possibile la sua permanenza al di fuori.

CONSIGLIATO
pesce nel guadino

DA EVITARE
pesce sollevato fuori
Prima di rilasciarlo, se il pesce è affaticato, riossigenare le sue branchie
Se si vede il pesce affaticato prima di rilasciarlo riossigenarlo muovendolo gentilmente nell’acqua controcorrente o disegnando un otto in acque calme. Rilasciare il pesce non prima di essersi accertati che stia bene.

riossigenare il pesce in acqua corrente

riossigenare il pesce in acque calme con movimento ad otto
Evitare di rilasciare i pesci catturati in acque molto profonde
La rapida differenza di pressione può causare danni alla vescica natatoria (barotrauma). I pesci hanno al loro interno uno speciale budello chiamato vescica natatoria. La vescica natatoria serve ad aiutare il pesce a bilanciare il suo peso e la spinta dell’acqua alle varie profondità. Quando portiamo velocemente in superficie un pesce pescato in acque profonde i gas contenuti nella vescica natatoria si espandono e la vescica si gonfia come un palloncino. In alcuni casi la vescica fuoriesce dalla bocca del pesce o dall’ano. Un pesce in queste condizioni potrebbe non riuscire a nuotare a fondo per ristabilire la giusta pressione dei gas nella vescica natatoria o nel gonfiarsi la vescica natatoria potrebbe aver schiacciato e danneggiato altri organi interni. Quindi evitare di pescare pesci in acque profonde se si pensa di rilasciarli.

pesce con vescica natatoria gonfia fuoriuscita dalla bocca
